I quaderni del Carloemilio sono nati dalla ristrutturazione di un sito SPIP che avevo creato per un corso Indire a cui avevo partecipato.
Dopo l'esperienza di TD & SPIP ho pensato che si poteva tentare di utilizzare SPIP anche nella nuova scuola dove ero stato trasferito, l'ITC Carlo Emilio Gadda di Paderno Dugnano. I colleghi che nella scuola si occupavano di nuove tecnologie sono stati molto gentili, ma hanno preferito continuare a occuparsi del loro orticello, evidentemente l'uso didattico di SPIP non li interessava.
Per fortuna, nonostante la morattizzazione imperante, si incontra ancora qualche insegnante curioso e con la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, così siamo riusciti a utilizzare il nostro sito SPIP per sviluppare Progetto Matilda e per iniziare un altro progetto che ha riguardato la materia di diritto.
Progetto Matilda è stato realizzato grazie alla curiosità e alla grande disponibilità della professoressa Emanuela Rodriguez che è riuscita a coinvolgere le sue tre classi seconde dell'indirizzo grafico.
Il nome del progetto viene da quello della bambina protagonista dell'omonimo romanzo di Roald Dahl. Matilda è una lettrice prodigiosa, a quattro anni ha letto buona parte dei libri della biblioteca pubblica, ma è anche una bambina che si trova a combattere contro la stupidità e la malvagità degli adulti, soprattutto i suoi genitori e la direttrice della sua scuola, la signorina Spezzindue.
Gli obiettivi principali di Progetto Matilda erano due: la promozione della scrittura e della lettura dentro e fuori la scuola, l'avviamento all'utilizzo di strumenti telematici in un ambiente di lavoro collaborativo. Concretamente, si trattava di scrivere dei giudizi di lettura su libri letti nel corso dell'anno e di pubblicarli in una pagina internet, in modo che potessero essere letti e commentati da tutti i visitatori. Lo strumento utilizzato è stato appunto un forum del sito I quaderni del Carloemilio a cui gli studenti potevano accedere liberamente; per l'uso del forum avevo preparato un piccolo tutorial, distribuito su carta e disponibile anche on line, ma gli studenti hanno dimostrato di possedere già una sufficiente familiarità con gli strumenti telematici.
Sono state pubblicate una trentina di recensioni con grande soddisfazione sia dell'insegnante che dei ragazzi e delle ragazze che hanno pubblicato i loro testi. Naturalmente l'esperimento ha avuto dimensioni limitate, ma ha dimostrato la possibilità e l'utilità di realizzare iniziative del genere.
Nel nostro caso l'esperimento è stato a costo zero, perché è stato sviluppato con lavoro volontario e utilizzando i servizi gratuiti di un provider ( in realtà il servizio era sì gratuito, ma accompagnato dalla presenza massiccia di banner pubblicitari), è comunque possibile organizzare lo stesso tipo di attività operando delle scelte tecniche differenti ed eliminando la pubblicità, con una spesa abbastanza contenuta. Un possibile obiettivo per l'anno prossimo potrebbe essere quello di allargare l'esperienza ad altre scuole sul modello ormai storico del progetto Fahrenheit di Bologna.
L'altro progetto, che siamo riusciti a concretizzare solo negli ultimi giorni di scuola, ha riguardato la materia di diritto ed è stato guidato dall'intrepido professor Alessio Miceli.
Abbiamo preso a modello l'esperienza di un insegnante francese ( vedi l'articolo Usare SPIP a scuola), che ha appunto utilizzato la possibilità offerta da SPIP di realizzare una rivista in formato elettronico, per motivare i suoi studenti. Nel nostro caso alcuni lavori di ricerca e documentazione svolti dagli studenti di tre classi seconde dell'indirizzo grafico su un argomento di attualità politica ( la legge sulla fecondazione assistita) sono stati pubblicati sul sito dei Quaderni del Carloemilio. Per fare questo abbiamo registrato gli studenti interessati come redattori del sito, gli studenti hanno inserito i loro testi nello spazio redazione, infine gli articoli sono stati pubblicati dopo l'approvazione del capo-redattore, in questo caso il prof. Miceli. Per una breve presentazione dell'attività si può vedere l'articolo Ragazzi e politica… provare per credere.
Anche in questo caso, nel mio ruolo di consulente tecnico ( i tempi sono stati veramente molto stretti, c'è stato bisogno di qualche aiuto nella fase di registrazione degli utenti e invio degli articoli), mi è sembrato che gli studenti che hanno partecipato all'iniziativa fossero piuttosto motivati e ben determinati a usare gli ultimi scampoli di scuola per pubblicare i loro articoli su internet; l'esperienza è stata sicuramente limitata nel numero dei partecipanti, ma i risultati lasciano ben sperare per il futuro.
Sono particolarmente contento dei risultati di queste piccole esperienze, perché sono stati ottenuti in condizioni abbastanza difficili sia dal punto di vista tecnico ( scarsa disponibilità di computer collegati in rete e funzionanti) sia dal punto di vista ambientale ( la mancata collaborazione di chi istituzionalmente dovrebbe occuparsi di tecnologie didattiche); ringrazio ancora tutti gli insegnanti e gli studenti che vi hanno partecipato.