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Il progetto tutor all'Hensemberger: seconda parte

venerdì 27 febbraio 2004, di Ivana


Nel corrente anno scolastico l'esperienza di 'Progetto Tutor' all'interno dell'I.T.I.S. Hensemberger è al suo quarto anno di vita.

L'adesione all'iniziativa è sempre stata decisa liberamente dai consigli di classe: sin dall'inizio si è privilegiata un'adesione spontanea da parte degli insegnanti, contando sul fatto che il buon esito dell'esperienza, la sua riproposizione di anno in anno, il 'passaparola' fra docenti avrebbero contribuito ad una sempre maggior diffusione del progetto. Attualmente vi aderiscono infatti 7 consigli di classe su 9 classi prime complessive e un'iniziativa analoga è in corso di sperimentazione anche nelle classi terze.

Alcune informazioni tecniche:

· ogni classe dispone di tre docenti tutor che garantiscono tre colloqui all'anno per ogni studente: i docenti, per tale attività, accedono al fondo d'istituto;

· di norma il primo colloquio cura l'accoglienza, verifica la parte iniziale dell'anno scolastico, valuta eventualmente la necessità del riorientamento; il secondo colloquio accompagna lo studente nell'analisi del proprio metodo di studio e nella valutazione dei propri risultati scolastici; il terzo colloquio, nella parte finale dell'anno, aiuta lo studente a valutare la propria situazione, a sostenere gli ultimi impegni scolastici e ad analizzare eventuali situazioni di insuccesso;

· particolare attenzione viene dedicata al tema dell'autostima,tenuto conto delle notevoli difficoltà che gli studenti incontrano nel passaggio dalle scuole medie alle superiori e degli esiti scolastici spesso negativi nelle classi prime, risultati che facilmente inducono allo sconforto e al senso di fallimento;

· strumenti essenziali del lavoro del tutor sono il colloquio e il contratto: il colloquio è fondato sull'ascolto partecipato da parte del docente, sulla possibilità di confrontarsi liberamente e di aiutare i ragazzi a trasformare i loro comportamenti in parole; il contratto consiste nel concordare di volta in volta impegni precisi da parte dello studente e del tutor che guidino il lavoro scolastico: questa parte è a volte di difficile concretizzazione, perché richiede allo studente una forte volontà di recupero.

In questi anni il gruppo dei docenti tutor si è via via accresciuto ed è passato dai 10 docenti dell'anno scol. 2000-2001 agli attuali 20.

Fondamentale sin dall'inizio dell'esperienza è stato il supporto dell'équipe Educazione alla salute della A.S.L.3 di Monza: con gli operatori si sono tenuti incontri periodici (6 incontri all'anno) che hanno permesso di elaborare il progetto, discutere i casi significativi e fronteggiare eventuali situazioni difficili, verificare al termine di ogni anno, anche grazie ad appositi questionari, aspetti positivi o negativi.

Purtroppo tale collaborazione nel corrente anno scolastico è venuta meno a seguito dei tagli di bilancio che hanno pesantemente ridimensionato la possibilità della A.S.L. di collaborare con le scuole in tutti i settori.

Alcune conclusioni:

· al termine del precedente anno scolastico è stato somministrato ai 144 studenti tutorati un questionario di verifica di cui riportiamo alcuni dati:

1) 116 studenti dichiarano che il tempo che a loro ha dedicato il tutor è stato sufficiente;

2) ciò in cui gli studenti si sono sentiti più aiutati sono stati: l'affrontare e il superare le difficoltà scolastiche, l'elaborazione di un metodo di studio, la valorizzazione delle proprie capacità;

3) 37 studenti ritengono l'esperienza molto valida, 83 la ritengono abbastanza valida, solo 10 ritengono l'esperienza inutile.

· analogo questionario somministrato ai docenti ha portato a definire alcuni punti di forza e di debolezza.

Punti di forza:

1) il progetto favorisce la relazione 1 a 1 e la circolazione delle informazioni nel consiglio di classe;

2) offre sostegno di fronte alle prime difficoltà dei ragazzi nell'organizzazione del proprio lavoro;

3) offre momenti di confronto tra i docenti;

4) fa sentire ai ragazzi l'interesse degli adulti per loro;

5) i colloqui sono per gli studenti un momento di riflessione, di consapevolezza, di recupero delle motivazioni; favorisce la capacità di autovalutazione e il riorientamento.

Punti di debolezza:

1) rispetto all'organico docente dell'Istituto il numero dei docenti tutor è esiguo;

2) molti colleghi sono poco interessati all'esperienza tutor e questo a volte impedisce una reale collaborazione nel consiglio di classe ;

3) gli allievi non sempre mettono in pratica i suggerimenti: questo limita la possibilità di favorire il cambiamento e causa frustrazione negli insegnanti tutor;

4) c'è il rischio di creare un rapporto di eccessivo legame tra il docente e l'allievo tutorato;

5) scarse competenze dei docenti per i casi difficili (il problema è tanto più sentito da quando non c'è più la collaborazione degli operatori A.S.L.);

6) alcuni ragazzi evitano di affrontare la situazione negativa e 'fuggono' dal colloquio.

E' comunque da segnalare il fatto che alla domanda 'Se il progetto verrà riproposto il prossimo anno, intendi rinnovare la tua adesione?' tutti i docenti-tutor confermino la loro disponibilità: il nostro sogno è che in tempi brevi il tutor smetta di essere un progetto e diventi una realtà normale, acquisita, radicata nel nostro istituto.

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TEMI COLLEGATI :

tutor
- Il tutor nella scuola superiore: l'esperienza dell'Hensemberger
- Progetto tutor: documentazione


AUTORE :

-  Ivana



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