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I "digital natives" e la scuola

mercoledì 1 agosto 2007, di nilocram


Forse non avete mai letto niente di Marc Prensky, ma non preoccupatevi, siete in buona compagnia, in effetti quello che vi presento è il suo primo articolo pubblicato in italiano: "Coinvolgimi o fammi arrabbiare". Che cosa chiedono gli studenti di oggi?

La versione originale, pubblicata nel 2005 si trova qui

Marc Prensky è uno scrittore, consulente e progettista di giochi, si occupa di istruzione e apprendimento e ha anche fondato un'azienda che realizza "serious games".

In autunno dovrebbe uscire da Multiplayer l'edizione italiana del suo ultimo libro "DON'T BOTHER ME, MOM -- I'M LEARNING: How Computer and Video Games Are Preparing Your Kids For Twenty-first Century Success .

A partire dal 2001 è stato al centro di un vivace dibattito, per aver introdotto la distinzione tra "digital natives" e "digital immigrants". I primi sono quelli, come i nostri figli o i nostri studenti, che sono nati e cresciuti con le tecnologie digitali (internet, videogiochi, dvd, telefoni cellulari ecc), i secondi sono gli adulti come noi che, nati in un mondo analogico, cercano di impadronirsi della nuova lingua digitale, ma faticano a padroneggiarla perfettamente, come gli immigrati in un paese straniero.

Per Prensky l'immersione prolungata in queste tecnologie digitali ha modificato anche la struttura e il funzionamento del cervello dei "digital natives"; da qui derivano le difficoltà che incontrano i sistemi formativi negli Stati Uniti, ma anche in Europa: scuole e università usano strategie e strumenti pensati per un mondo agricolo e industriale che risultano del tutto inadeguati alle modalità di apprendimento dei "digital natives".

La scommessa di Prensky è quella di costruire l'apprendimento attraverso dei giochi che utilizzino tutte le tecnologie multimediali ( il suo primo libro si intitolava appunto Digital game-based Learning ) e siano perciò all'altezza delle aspettative dei "digital natives".

Prensky non si è limitato al piano del dibattito teorico, ma ha messo in pratica le sue idee fondando una società, la Games2train, che realizza giochi multimediali per l'apprendimento e ha tra i suoi clienti l'IBM, la Nokia e l'esercito americano.

Le principali tematiche affrontate da Prensky si possono ritrovare anche in questa presentazione.

Nel testo che ho tradotto, Prensky affronta direttamente il problema della motivazione all'apprendimento degli studenti di oggi e rileva il divario tra le loro aspettative e quello che la scuola realmente offre.

Qui sotto trovate solo l'inizio dell'articolo, per leggere il testo integrale potete scaricare il file in formato .pdf (75 kb)in fondo alla pagina.

"Coinvolgimi o fammi arrabbiare"

Che cosa chiedono gli studenti di oggi?

di Marc Prensky

Tutti quelli che hanno insegnato di recente riconosceranno questi tre tipi di studenti:

1. Gli studenti veramente automotivati. Quelli che tutti gli insegnanti sognano di avere ( e gli unici a cui sappiamo come insegnare bene).

2. Gli studenti che fingono. Sono quelli che sebbene in cuor loro sentano che quello che gli viene insegnato ha poca o nessuna rilevanza nelle loro vite, sono abbastanza lungimiranti da rendersi conto che il loro futuro potrebbe dipendere dai voti e dalle credenziali che ottengono. Così studiano i semplici fatti la notte prima dell'esame, per ottenere un voto sufficiente e diventare in qualche modo degli studenti che ce l'hanno fatta. Il loro motto: "Abbiamo imparato a 'giocare al gioco della scuola' ".

3. Gli studenti che "ci ignorano". studenti sono convinti che la scuola sia completamente priva di interesse e completamente irrilevante per la loro vita. In effetti trovano la scuola molto meno interessante della miriade di congegni che tengono in tasca e nei loro zaini. Questi ragazzi sono abituati ad avere qualcuno che chiede la loro attenzione: i loro gruppi musicali, i loro registi, le loro star della TV, i progettisti dei loro giochi lavorano molto duramente per guadagnarsela. Quando quello che viene offerto non è coinvolgente, questi studenti pensano veramente di aver sprecato il loro tempo. In un numero sempre crescente delle nostre scuole, questo gruppo è diventato rapidamente maggioranza. Il motto di questo gruppo: "Coinvolgimi o fammi arrabbiare."

Mentre la nostra scuola e il nostro sistema educativo oggi riescono ad occuparsi abbastanza bene dei primi due gruppi, il terzo gruppo è una vera sfida. In effetti, oggi per gli educatori questo gruppo è la sfida. Questi studenti chiedono: "Coinvolgimi o fammi arrabbiare." E credetemi, sono veramente arrabbiati.

(continua)

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